CONCORSO “Gara” FOTOGRAFICA
“Clikk@ngri”il bello,il brutto, il sacro, il profano…della tua città
“Oggi la città rappresenta uno degli ambienti più dinamici i cui continui cambiamenti costituiscono una delle sue caratteristiche più peculiari”.
Art. 1 L’associazione Angri@ttiva indice la prima edizione della Gara Fotografica “Clikk@ngri”.
L’obiettivo del concorso è quello di invitare tutti a scoprire e raccontare con le immagini come la vita si è adattata all’ambiente urbano, ponendo particolare attenzione a come l’uomo, si è adeguato alle condizioni ambientali della città.
Tale concorso è aperto a tutti gli appassionati di fotografia, fotografi dilettanti, amatori o professionisti e alle scuole primarie e secondarie (di primo e secondo grado). La partecipazione è consentita a chiunque.
Art. 2 La partecipazione è gratuita e subordinata alla sola iscrizione al concorso, attraverso la compilazione della scheda di adesione.
Ogni concorrente potrà consegnare un massimo di 15 immagini (File) in tutto. Le immagini devono categoricamente rappresentare i luoghi di Angri
Art. 3 La gara fotografica è a tempo, i concorrenti hanno dalle ore 9,30 fino alle ore 12,30 del giorno 19 aprile 2009 per scattare e consegnare le immagini (file) presso la postazione dell’organizzazione in piazza Doria ad Angri
Art. 4 Le immagini (File) consegnate per il concorso non verranno restituite e potranno essere utilizzate senza oneri dagli enti organizzatori per scopi promozionali, didattici e culturali;
Art. 5 – La data della premiazione verrà pubblicata sul sito internet www.angri.info .
Le foto più significative verranno esposte in una mostra allestita presso i locali del Comune di Angri (Casa del Cittadino o Sala ex Combattenti) nella stessa circostanza saranno premiati i primi tre classificati.
Art. 6 – Verranno premiate le 3 fotografie più significative tra tutti i file.La giuria sarà composta da tre professionisti due Fotografi e un Architetto.Di tutti gli scatti saranno stampate 50 foto nel formato 20x30. Tutte le immagini saranno raccolte in un DVD.
1° PREMIO 1 Cornice digitale
2° PREMIO 1 Scheda SD 2 gb
3° PREMIO 1 Pen drive 4 gb
a tutti i partecipanti sarà regalata una foto 20x30
Associazione Angri@ttiva
Per la promozione della qualità della vita
Info 0815132843 angriattiva@gmail.com
Appuntamento per venerdi 20 marzo 2009 ore 19,30 sala teatro Confraternita di S. Caterina Piazza Trivio Angri Ultimo ma sicuramente il più toccante dei video spettacoli che abbiamo proposto. A conclusione di questa rassegna abbiamo due graditi ospiti che interverranno sul tema : “Il teatro di impegno Civile in Italia” dott.Vincenzo Ruggero Perrino autore di una tesi sull’argomento dott. Nicolantonio Napoli direttore artistico delle rassegne teatrali “Scenari Pagani” Concluderà, Sergio Russo, con una relazione sulla rassegna “Stile Libero” e informerà sulle prossime iniziative di angri@ttiva
Un saluto Michele Novi
Le famiglie chiedono il tempo prolungato e bocciano il maestro unico. Vorrebbero che il bambino di sei anni andasse a scuola per 30 ore settimanali o per 40. Il 90 per cento delle famiglie vorrebbe che il figlio passasse in aula ogni mattina e un pomeriggio a settimana o tutte le mattine e tutti i pomeriggi. Lo dicono i dati parziali del ministero dell’Istruzione secondo i quali il 56 % dei genitori, su un campione di 900 scuole, ha scelto le 30 ore e il 34 % le 40. Segno, il trend era chiaro già negli anni precedenti, che la scuola vecchio stile, bambino a scuola 4 ore al giorno per sei giorni a settimana, non va bene per le famiglie di oggi. Meglio 30 ore di lezioni settimanali, secondo il più classico dei modelli del pre- Gelmini: bimbo a scuola la mattina e un pomeriggio o 5 giorni per 6 ore a settimana a seconda dell’organizzazione dell’istituto.
TEMPO PIENO IN FORSE
Cosa farà il bambino a scuola durante le 30 ore è un’incognita. Con i tagli di organico e l’abolizione delle ore di mensa e compresenza, infatti, settembre potrebbe riservare sorprese amare. Sorprese di cui, d’altronde, le famiglie, sono state in avvertite: tempi pieni e prolungati, infatti, verranno forniti «compatibilmente con l’organico» recita il modulo d’iscrizione del ministero che, onestamente, mette le mani avanti. Sa, infatti, il ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini, che sarà dura garantire 30 e 40 ore con i tagli in finanziaria pari agli stipendi di 42mila insegnanti.
TAGLI DI ORGANICO
Al momento l’unica garanzia è che i bambini non vedranno più due maestri insieme e che ai genitori il modulo unico di 24 ore, scelto solo dal 3 % delle famiglie, non piace. Bocciate anche le 27 ore scelte da un misero 7%. Dati inequivocabili per il responsabile educazione del Pd, Giuseppe Fioroni: «La maggioranza - prosegue Fioroni - ha scelto 30 ore per la prima elementare basandosi sul modello precedente che prevedeva mensa e compresenza di docenti. Sorge spontanea una domanda, come farà questo governo con i tagli economico finanziari e le scelte fatte, a garantire gli standard di qualità a cui i genitori italiani erano abituati?». Il governo ritorna a trenta anni fa e con i tagli di organico è certo che il maestro sarà «prevalente» in tutti le opzioni d’orario come d’altronde, la Gelmini ieri ha ribadito replicando a Fioroni: «Tutti i modelli orari prevedono il maestro unico di riferimento e non solo quello a 24 ore come qualcuno sostiene in maniera imprecisa». Addio compresenza ma, secondo alcuni dirigenti, anche i laboratori articolati: con la diminuzione degli organici non si potrà scegliere, chi è a disposizione completa le ore di lezione fino ad arrivare a 30 o 40, a prescindere dalle competenze. Ci rimetterà la formazione, dunque, e i dirigenti dovranno giocare d’incastro per dare il migliore del servizio, con i pochi docenti a disposizione.
DECIMATI I DOCENTI DI LETTERE
I docenti andranno a casa, 30mila già a settembre, si prevede, e tra gli insegnanti di lettere delle medie sarà una strage. Tra tagli sulle ore in cui gli insegnanti erano a disposizione e ore opzionali per le famiglie, vanno a casa 3 insegnanti ogni 6 sezioni. La Gelmini, infatti, non solo ha tagliato le compresenze ma anche l’opzione di fare 11 ore di lettere settimanali anziché nove che, da settembre, saranno l’opzione unica.
Una X da disegnare, da indossare, da esporre sul balcone o sui vetri della propria auto. Una X che vuol dire libertà: la libertà di scegliere. Parliamo infatti della X che fa da logo a FammiScegliere, un'iniziativa che chiede che si faccia una buona legge sul testamento biologico. «Vogliamo una legge – recita il manifesto-appello della campagna - che lasci piena libertà di scelta alla persona per quanto riguarda la fine della propria vita. Diciamo "fammi scegliere" perché ciascuno possa decidere liberamente quali trattamenti vuole che gli vengano somministrati e quali no, in caso si trovi in stato d'incoscienza». La campagna è stata ideata e promossa da un gruppo di ragazzi tra i venticinque e i trentacinque anni e non ha alcun preciso segno di appartenenza partitica: «Ci rivolgiamo direttamente a tutte le persone che credono nella libertà dell'individuo e nella sua capacità di scelta. Mettiamo al centro l'esperienza personale, senza nessun altro riferimento ideologico». Dopo solo pochissimi giorni dal lancio della campagna, questo approccio aperto e laico sembra funzionare: già sfondato il muro delle mille adesioni sul sito www.fammiscegliere.com, l'iniziativa si sta facendo largo anche su Facebook, dove ha raggiunto un seguito di quasi quattromila persone. Tutti uniti nel chiedere una buona legge sul testamento biologico e tutti a disposizione per dare una mano alla causa. Come?
Virale
Vi ricorderete sicuramente delle bandiere della pace che durante il 2003 e il 2004 spuntavano fuori da ogni balcone, così come è facile che abbiate memoria di quando nell'autunno del 2007 il Free Burma Day invitò tutti a indossare un capo d'abbigliamento di colore rosso, come simbolo di solidarietà verso il popolo birmano oppresso dalla dittatura. Piccoli gesti che possono dare segnali importanti, per la forza cui indicano un desiderio, una sensibilità e una posizione precisa: uno schierarsi limpido e propositivo. I ragazzi e gli aderenti a FammiScegliere vogliono replicare il successo di quelle campagne virali e propongono che la X che fa da logo alla campagna venga replicata dappertutto: venga affissa sui muri degli uffici, utilizzata come sfondo del desktop in ufficio, disegnata su un lenzuolo appeso alla finestra, indossata come spilla sul bavero del cappotto, appiccicata al parabrezza della propria auto, eccetera. Si legge nel manifesto-appello, infatti, che «l'adesione alla campagna si concretizza nell'esposizione di un semplice simbolo: una X che rappresenta la scelta, con due linee di diverso colore che si incrociano, perché ognuno è libero di prendere la strada che preferisce».
L'iter della legge
Il tempo non è molto. Il governo punta sul ddl Calabrò, che di fatto annulla ogni possibilità di decidere della propria vita in condizioni di incoscienza: rende il testamento biologico un atto estremamente tortuoso da redigere e per nulla vincolante le decisioni dei medici, che comunque non potrebbero in nessun caso procurare la morte del paziente, nemmeno se questo era il dettato del suo testamento biologico. Martedì si concluderà la discussione generale in commissione, venerdì scade il termine per presentare gli emendamenti; poi, nel giro di due o tre settimane, il disegno di legge arriverà in aula. I promotori della campagna FammiScegliere pensano che una grande mobilitazione popolare sia possibile e possa essere determinante: «Siamo convinti che la maggioranza degli italiani pensi che le persone siano in grado di decidere da sole quando si tratta della propria vita e che non vogliano delegare questa scelta a nessun altro. E allora facciamola vedere questa Italia diversa da quella che viene rappresentata in tv e in parlamento: un'Italia più libera e più umana». Già: facciamola vedere, quest'Italia. L'indirizzo lo conoscete, la parola d'ordine pure: X.